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Schlacht von midway

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Die Schlacht um Midway war eine Seeschlacht während des Pazifikkriegs im Zweiten Weltkrieg. Vom 4. bis zum 7. Juni kämpften bei den Midwayinseln. Die Schlacht um Midway war eine Seeschlacht während des Pazifikkriegs im Zweiten Weltkrieg. Vom 4. bis zum 7. Juni kämpften bei den Midwayinseln große Verbände der Kaiserlich Japanischen Marine und der United States Navy. Schlacht bei Midway 1 von Mit einem höchst komplizierten Operationsplan griff die japanische Flotte im Juni Midway an. Die Schlacht um Midway ließ ihren wütenden Donner im Juni erklingen, gerade sechs Monate nach dem Angriff der Japaner auf Pearl Harbour. Zweiter Weltkrieg im Pazifik Tiefseeforscher finden Wrack aus der Schlacht von Midway. Es sollte ein Überraschungsangriff auf die US-Flotte.

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Die Schlacht um Midway war die entscheidende Seeschlacht im pazifischen Schauplatz des Zweiten Weltkriegs. Sie fand vom 4. bis 7. Juni statt, nur sechs. Die Schlacht um Midway ließ ihren wütenden Donner im Juni erklingen, gerade sechs Monate nach dem Angriff der Japaner auf Pearl Harbour. Die Schlacht um Midway. Ein großer Flottenverband der japanischen Marine hatte die Aufgabe erhalten die Midway Inseln, eine wichtige Flottenbasis der. Gleichzeitig hatten diese verlustreichen Angriffe aber zur Folge, dass der japanische Jägerschirm auf niedrige Höhe gezogen wurde und die kurz darauf eintreffenden Sturzkampfbomber freie Bahn hatten. I servizi segreti della Marina statunitense, in collaborazione con quelli olandesi e britanniciavevano fatto da tempo notevoli progressi nella decrittazione del supercifrato sistema principale di comunicazione della Marina just click for source, detto JN Le squadriglie vennero individuate alle ore dal radar installato a Midway e attaccate alle dai caccia americani immediatamente decollati; si trattava di ventisette velivoli venti obsoleti F2A Buffalo e sette F4F Wildcat della squadriglia da caccia dei Marine VMF, guidati dal comandante article source Floyd B. Contemporaneamente al decollo dell'ondata d'attacco a Midway orel'ammiraglio aveva fatto lanciare dalla nave da battaglia Harunadagli incrociatori pesanti Tone e Chikumadalle portaerei Kaga e Akagi anche otto idrovolanti leggeri da ricognizione, allo scopo di esplorare il mare per miglia verso est, alla ricerca di eventuali squadre navali americane [48]. Con essa rimasero i corpi di uomini di equipaggio e lo stesso contrammiraglio Yamaguchi che, secondo le antiche tradizioni marinare, decise di rimanere a bordo e perire insieme alla sua peter herrmann [] []. I bombardieri della Task joe filme 16 VB3 e VB8 non riuscirono a ritrovare le proprie portaerei e due Dauntless della Hornete almeno sei della Enterprisedovettero ammarare dopo aver terminato il carburante []. Schlacht Von Midway. Anmarschwege der beteiligten Verbände. La nave ammiraglia Akagi era colata a picco alle dello stesso giorno, dopo aver ricevuto il colpo di grazia da altri quattro cacciatorpediniere giapponesi: il viceammiraglio Nagumo aveva ottenuto l'autorizzazione all'affondamento direttamente da Yamamoto che, in un primo tempo, aveva sperato di poter salvare la nave con l'intervento delle sue corazzate, e quindi di poterla rimorchiare e riportare alla base atollina di Truk. Inoltre era stato schlacht von midway anche l'impiego in una ricognizione sopra schlacht von midway Hawaii di due grandi idrovolanti Kawanishi H8K che, dopo essersi riforniti da sommergibili al grande https://riversidebuggers.se/handy-filme-stream/kino-osterholz.php French Frigate Shoalsavrebbero sorvolato la base navale americana operazione K [42].

Quanto alla missione degli idrovolanti, venne annullata per la presenza al French Frigate Shoals di navi da trasporto nemiche che rendevano impossibile il rifornimento degli aerei da ricognizione.

Nel frattempo le due Task Force americane proseguivano con rotta nord-ovest per posizionarsi a nord di Midway e cogliere di sorpresa la squadra nemica e, dal 31 maggio, dagli isolotti erano state intensificate le ricognizioni per individuare le varie formazioni navali giapponesi.

In tarda serata quattro Catalina muniti di siluri sferrarono un nuovo attacco e questa volta fu pesantemente colpita la petroliera Akebono Maru , ma le navi da guerra rimasero indenni [47].

Per difetto di informazioni Nagumo, pur inquieto per la mancanza di notizie aggiornate sulla flotta avversaria, era ancora fiducioso e contava di eseguire con successo la missione, in attesa dell'arrivo del grosso della flotta con Yamamoto in persona.

Dalle ore del 4 giugno [48] il viceammiraglio Nagumo fece decollare la formazione d'attacco destinata a neutralizzare le difese americane di Midway, costituita da 36 bombardieri in picchiata D3A "Val", 36 bombardieri B5N "Kate" e 36 caccia A6M "Zero" [49].

Questa prima ondata era guidata dall'esperto tenente di vascello Joichi Tomonaga della portaerei Hiryu in assenza del protagonista di Pearl Harbor, capitano di fregata Mitsuo Fuchida , reduce da un intervento chirurgico per appendicite [50].

Le squadriglie vennero individuate alle ore dal radar installato a Midway e attaccate alle dai caccia americani immediatamente decollati; si trattava di ventisette velivoli venti obsoleti F2A Buffalo e sette F4F Wildcat della squadriglia da caccia dei Marine VMF, guidati dal comandante maggiore Floyd B.

Parks [51]. Furono abbattuti quattordici Buffalo e tre Wildcat, compreso il velivolo del maggiore Parks che perse la vita insieme ad altri quattordici piloti americani, e gli aerei superstiti ritornarono a Midway pesantemente danneggiati, incapaci di riprendere il volo [58] [59].

Le perdite giapponesi furono minime, dato che la formazione perse in tutta l'incursione, compreso il bombardamento sull'isola, solo cinque apparecchi — due Val, un Kate e due Zero — si presume per la maggior parte a causa del fuoco contraereo da terra [53].

Alle gli aerei giapponesi interruppero l'attacco e cominciarono il volo di ritorno verso le portaerei: l'incursione era stata un successo e la formazione aveva subito lievi perdite, ma i risultati non erano stati decisivi.

Le piste dell'aeroporto rimasero infatti agibili e Tomonaga era rimasto impressionato dall'inaspettata, accanita resistenza delle forze americane, frutto dell'impegno del comandante della base capitano di fregata Ciryl T.

Questi gruppi si succedettero sopra le portaerei nemiche a partire dalle ore , dopo essere stati guidati nella direzione giusta dal PBY Catalina decollato in precedenza da Midway [51] ; passarono all'attacco nonostante fossero totalmente privi di copertura caccia e sopra le navi giapponesi incrociassero le pericolose pattuglie aeree di combattimento degli Zero.

Nagumo aveva infatti trattenuto una parte dei suoi caccia per proteggere la squadra navale [60]. Alle comparvero i Dauntless, guidati dal maggiore Lofton R.

Gli attacchi statunitensi da Midway erano rovinosamente falliti con la perdita totale di trentacinque velivoli quattordici F2A, tre F4F, otto Dauntless, cinque Avenger, due Marauder e tre Vindicator.

Le formazioni aeronavali giapponesi avevano subito perdite trascurabili e avevano bombardato duramente l'isola, nessuna nave era stata colpita e la situazione di Nagumo sembrava decisamente favorevole mentre attendeva il rientro degli aerei di Tomonaga [58] [65].

Contemporaneamente al decollo dell'ondata d'attacco a Midway ore , l'ammiraglio aveva fatto lanciare dalla nave da battaglia Haruna , dagli incrociatori pesanti Tone e Chikuma , dalle portaerei Kaga e Akagi anche otto idrovolanti leggeri da ricognizione, allo scopo di esplorare il mare per miglia verso est, alla ricerca di eventuali squadre navali americane [48].

A partire dalle , quindi, sulle portaerei giapponesi si procedette alla sostituzione degli ordigni sugli aerei della seconda ondata, mentre la prima ondata di Tomonaga si stava avvicinando per gli appontaggi.

Alle il viceammiraglio decise di fare atterrare la prima ondata di Tomonaga, completare l'armamento della seconda ondata per un attacco antinave e quindi sferrare un attacco in forze contro la presunta portaerei americana individuata a nord-ovest di Midway.

Poco prima aveva comunicato a Yamamoto, con un messaggio apparentemente tranquillizzante, l'inatteso avvistamento di una portaerei americana a nord di Midway.

Aveva dunque optato per una navigazione con rotta sud-ovest nell'intento di raggiungere, all'alba del 4 giugno, una posizione miglia a nord di Midway da dove far decollare le sue squadriglie [76].

I Dauntless erano, invece, sulla via del ritorno senza aver rilevato nulla [79] [80]. Secondo alcune fonti i comandi statunitensi organizzarono i decolli sulla base di un accurato calcolo dei tempi di volo, contando di cogliere le portaerei giapponesi impreparate e con i ponti ingombri degli aerei della prima ondata di ritorno da Midway [82] [83].

Alle ore , quindi, ebbe inizio il decollo della formazione d'attacco della Task force 16 ed entro le erano in volo apparecchi appartenenti alla Enterprise e alla Hornet ; nel dettaglio [84] [85] :.

In particolare i bombardieri del comandante Ring e i caccia di scorta del comandante Mitchell, entrambi della Hornet , deviarono verso sud per assenza di collegamenti radio efficienti con gli aerosiluranti di Waldron e, non trovando nulla, fecero ritorno alla propria portaerei.

I caccia di scorta andarono invece incontro all'autodistruzione: i dieci Wildcat, pur dotati di serbatoi meno capienti, erano stati fatti decollare poco accortamente per primi e, quindi, avevano consumato parte del combustibile circuitando sulla portaerei in attesa che anche le altre squadriglie si portassero in formazione [89].

Il risultato fu che esaurirono in volo la benzina residua e finirono tutti in mare, sebbene otto dei dieci piloti furono poi recuperati dalle squadre di salvataggio americane [90] [91] [92].

Mentre le formazioni della Enterprise e della Hornet erano alla ricerca della flotta giapponese, alle ore anche l'ammiraglio Fletcher aveva iniziato i decolli dopo aver recuperato i suoi ricognitori.

Volendo mantenere un cospicuo numero di aerei di riserva, l'ammiraglio fece partire dalla Yorktown una formazione meno numerosa [86] [93] :.

Alle ore i quindici aerosiluranti del comandante Waldron giunsero in vista della squadra navale giapponese, scesero a bassa quota e passarono subito all'attacco, nonostante la totale mancanza di copertura caccia e l'assenza di altre squadriglie americane, puntando sulla portaerei Akagi [91] [94].

Gay [57] [91] [94]. Subito dopo il drammatico attacco del VT8, alle comparvero altri aerei americani a nord della squadra giapponese: si trattava del VT6 della portaerei Enterprise , guidato dal comandante Lindsey [97] [98].

Lindsey, in precedenza, aveva concordato con il comandante James Gray capo del VF6 la collaborazione della caccia di scorta che, dopo aver volato ad alta quota, avrebbe dovuto intervenire, a un segnale convenuto, per proteggere gli aerosiluranti [96] [99] [].

Dieci dei quattordici Devastator furono abbattuti in mare, i siluri lanciati non ottennero alcun risultato e i superstiti cercarono di ritornare sulle navi americane [97].

Al prezzo di soli tre Zero, persi durante il contrasto agli attacchi provenienti da Midway e dalle portaerei [] , i piloti giapponesi avevano praticamente distrutto due squadriglie di aerosiluranti venticinque Devastator del VT8 e del VT6 , organizzando una difesa apparentemente impenetrabile sopra le portaerei.

Dieci su dodici furono abbattuti, compreso il velivolo di Massey che fu ucciso. Alle Nagumo, dopo aver respinto quest'ultimo attacco, apparentemente era ora padrone della situazione: pur lamentando la perdita di undici Zero, due Val e un Kate, le sue forze avevano bombardato Midway, sbaragliato l'aviazione americana basata sull'atollo e respinto con perdite gravissime gli attacchi degli aerosiluranti delle portaerei.

Le perdite statunitensi fino a quel momento ammontavano a trentacinque velivoli di Midway e a trentotto appartenenti alle portaerei.

Dei sette siluri lanciati non uno aveva raggiunto un bersaglio [97] []. Improvvisamente le vedette giapponesi sulle navi individuarono, all'ultimo momento in alta quota, nuovi aerei americani in rapida picchiata sulla flotta di portaerei [] [].

Al contempo, per un caso fortuito, anche gli apparecchi del VB3 dipendenti dalla Yorktown erano arrivati sopra la squadra nipponica provenendo da nord [].

La mancanza di sistemi radar a bordo delle navi giapponesi non permise un'agevole localizzazione a distanza che avrebbe facilitato l'organizzazione di un efficace schermo difensivo [].

La Kaga divenne rapidamente preda di un incendio incontrollabile [] []. La portaerei Soryu era stata colpita ancor prima delle altre due navi giapponesi dai bombardieri del gruppo di bombardieri in picchiata VB3, guidato dal capitano di corvetta Leslie.

Dei diciassette Dauntless a sua disposizione quattro, compreso il proprio velivolo, avevano perso l'armamento durante il volo, a causa di difetti tecnici dei nuovi dispositivi di sganciamento [] [].

All'epoca tutte le portaerei giapponesi e statunitensi erano prive di ponti blindati, introdotti di recente solo con la nuova generazione di portaerei britanniche [].

Nello spazio di tre minuti gli equipaggi dei Dauntless, sfruttando l'elemento sorpresa, avevano assestato un colpo decisivo alla flotta mobile del viceammiraglio Nagumo e incendiato in modo irreversibile tre grandi portaerei.

Inoltre, con tre portaerei incendiate, i velivoli giapponesi dovettero cercare di appontare tutti sulla Hiryu e quattro finirono in mare dopo l'esaurimento del carburante.

I bombardieri della Task force 16 VB3 e VB8 non riuscirono a ritrovare le proprie portaerei e due Dauntless della Hornet , e almeno sei della Enterprise , dovettero ammarare dopo aver terminato il carburante [].

Gli apparecchi della Task force 17 ebbero al contrario meno problemi nel ricongiugnersi alla Yorktown. Tuttavia le perdite subite per ottenere questi risultati erano state senza dubbio pesanti, mancando al termine dei rientri sessantanove aerei.

Inoltre l'ammiraglio Yamamoto, avvertito con una serie di messaggi della situazione, era troppo lontano con la sua squadra da battaglia, per poter intervenire in tempo utile e influire su quanto stava accadendo.

Al comando del tenente di vascello Michio Kobayashi presero il volo diciotto bombardieri in picchiata Val e sei caccia Zero di scorta, questi guidati dal tenente Shigematsu.

Alle ore Fletcher fu costretto ad abbandonare la nave e a trasferirsi sull'incrociatore pesante Astoria , mentre dava disposizioni all'incrociatore pesante Portland di prendere a rimorchio la Yorktown in avaria [].

Nello stesso momento il contrammiraglio Yamaguchi apprese finalmente informazioni aggiornate sulla flotta statunitense da un bombardiere in picchiata Yokosuka D4Y , apparecchio in fase di studio e che era stato lanciato in precedenza dalla portaerei Soryu.

Una decina di Wildcat, alla cui testa si posero il capitano Thach e il tenente di vascello Elbert Scott McCuskey , decollarono rapidamente per intercettare il nemico e furono seguiti da qualche altro caccia della Enterprise ; intanto Spruance aveva distaccato gli incrociatori pesanti Pensacola e Vincennes per accrescere lo schermo della difesa contraerea [96] [] [].

Il contrammiraglio Yamaguchi ritenne a questo punto, sulla base dei rapporti degli aviatori superstiti, di aver messo fuori combattimento due portaerei americane e quindi di dover affrontare ancora una sola portaerei nemica.

A bordo della Enterprise , intanto, il contrammiraglio Spruance aveva organizzato un nuovo attacco per distruggere anche l'ultima portaerei giapponese: alle ore un ricognitore SBD Dauntless dello stormo VS3 Scouting Squadron 3 , inviato in precedenza dalla Yorktown , aveva individuato infatti i resti della flotta nemica e la portaerei Hiryu ancora intatta [].

Sulla Hiryu , dopo l'ultimo attacco, erano ormai disponibili solo pochissimi aerei — cinque Val, quattro Kate e una decina di Zero [].

All'improvviso, alle ore , giunsero i Dauntless della Enterprise : i piloti americani, con il morale altissimo dopo i precedenti successi, penetrarono il debole schermo dei caccia giapponesi rimasti al costo di solo tre SBD e, cogliendo di sorpresa la contraerea della Hiryu , misero a segno tre bombe.

Infine alle ore due formazioni di bombardieri B, provenienti da Midway e dalla lontana isola di Molokai , attaccarono da alta quota senza ottenere alcun risultato concreto [].

Nel frattempo era arrivata la fine delle altre portaerei giapponesi. La prima a colare a picco fu la Soryu , da molte ore ridotta a relitto in fiamme, dopo un'ultima devastante esplosione: il comandante Yanagimoto e uomini d'equipaggio perirono insieme alla portaerei.

Durante la sera pure la situazione della portaerei Hiryu si fece disperata e dalle l'inclinazione della nave divenne incontrollabile; alle i circa sopravvissuti abbandonarono il relitto e i cacciatorpediniere Kazagumo e Yugumo ebbero ordine di mandare a fondo la portaerei ormai condannata.

Con essa rimasero i corpi di uomini di equipaggio e lo stesso contrammiraglio Yamaguchi che, secondo le antiche tradizioni marinare, decise di rimanere a bordo e perire insieme alla sua nave [] [].

La nave ammiraglia Akagi era colata a picco alle dello stesso giorno, dopo aver ricevuto il colpo di grazia da altri quattro cacciatorpediniere giapponesi: il viceammiraglio Nagumo aveva ottenuto l'autorizzazione all'affondamento direttamente da Yamamoto che, in un primo tempo, aveva sperato di poter salvare la nave con l'intervento delle sue corazzate, e quindi di poterla rimorchiare e riportare alla base atollina di Truk.

Sulla Akagi si contarono marinai nipponici uccisi [92]. Dal pomeriggio del 4 giugno la portaerei, che in totale aveva incassato tre bombe e due siluri, era stata evacuata dall'equipaggio e lasciata immobile; era stata poi presa a rimorchio dal dragamine Vireo e lentamente trainata verso est, circondata da uno schermo di sette cacciatorpediniere.

Questo nuovo attacco era stato eseguito del sommergibile giapponese I che, su ordine diretto dell'ammiraglio Yamamoto, aveva raggiunto fin dalla notte del 5 giugno la costa dell'isola Eastern di Midway e aveva bombardato l'aeroporto: il sommergibile aveva fatto parte del gruppo di battelli predisposto troppo in ritardo per intercettare a est delle Midway i movimenti della Flotta del Pacifico statunitense.

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Die Schlacht um Midway. Ein großer Flottenverband der japanischen Marine hatte die Aufgabe erhalten die Midway Inseln, eine wichtige Flottenbasis der. Im Juni findet im Pazifischen Ozean ein dreitägiges Seegefecht zwischen den. USA und Japan statt. Diese Schlacht um. Midway ist ein Wendepunkt des. Die Schlacht um Midway war die entscheidende Seeschlacht im pazifischen Schauplatz des Zweiten Weltkriegs. Sie fand vom 4. bis 7. Juni statt, nur sechs.

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